Se Tollerate Questo

…perché pensare di essere risparmiati?

Noticia de un secuestro

leave a comment »

Each of us believes himself to live directly within the world that surrounds him, to sense its objects and events precisely, and to live in real and current time. I assert that these are perceptual illusions … Each of us lives within the universe – the prison of his own brain.
Vernon Mountcastle, The View from Within, «Johns Hopkins Med. Journal» 136, p. 109

Mi sa che questo ci porta a finire dalle parti di Wittgenstein, anche se di solito l’abbiamo metabolizzato facendo i furbi, cioè partendo dal fondo, ovvero fregandocene delle asserzioni 1-6 e fermandoci alla 7: «Wovon man nicht sprechen kann, darüber muss man schweigen». Maremma come suona bene. [e quanto viene disattesa]

In una società così manichea (lo è perché fatta di menti manichee) come la nostra penso che non mancherebbero (se qualcuno mi leggesse) i partigiani di Popper pronti ad individuare un nemico.

Calma, siamo amici.

Inoltre a questo punto mi vengono in mente 3 considerazioni:

  1. perdersi su un proprio post dopo 10 righe è un segnale certo di profondo deragliamento mentale
  2. un buon libro rimedia tutto, dà risposte o pone buone domande. Nel frattempo intrattiene con simpatia:
    D. Edmonds, J. Eidinow, Wittgenstein’s Poker: The Story of a Ten-Minute Argument Between Two Great Philosophers
  3. quando parlo di “Wittgenstein” che non vi venga in mente il blog di quello di cui si parla qui (GRAZIE).

Qualcuno di noi è un po’ più prigioniero di sé di qualcun altro. In ogni caso il sequestro è permanente.

La vostra cella è abbastanza spaziosa? Avete qualcosa di buono da leggere? Quali sono le vostre tossicodipendenze? Riuscite ad avere il vostro doping?

[Mi sto ancora scaldando. Non ho ancora iniziato a trattare di certe intollerabilità. Non so se me ne passerà la voglia o l’ambizione. Procedo a tentoni.]

——————————————

La poesia per stasera:

Il sogno del prigioniero

Albe e notti qui variano per pochi segni.

Il zigzag degli storni sui battifredi
nei giorni di battaglia, mie sole ali,
un filo d’aria polare,
l’occhio del capoguardia dello spioncino,
crac di noci schiacciate, un oleoso
sfrigolio dalle cave, girarrosti
veri o supposti – ma la paglia é oro,
la lanterna vinosa é focolare
se dormendo mi credo ai tuoi piedi.

La purga dura da sempre, senza un perché.
Dicono che chi abiura e sottoscrive
puo salvarsi da questo sterminio d’oche;
che chi obiurga se stesso, ma tradisce
e vende carne d’altri, afferra il mestolo
anzi che terminare nel patè
destinato agl’iddii pestilenziali.

Tardo di mente, piagato
dal pungente giaciglio mi sono fuso
col volo della tarma che la mia suola
sfarina sull’impiantito,
c
oi kimoni cangianti delle luci scironate all’aurora dai torrioni,
ho annusato nel vento il bruciaticcio
deibuccellati dai forni,
mi son guardato attorno, ho suscitato
iridi su orizzonti di ragnateli
e petali sui tralicci delle inferriate,
mi sono alzato, sono ricaduto
nel fondo dove è secolo il minuto –

e i colpi si ripetono ed i passi,
e ancora ignoro se saro al festino
farcitore o farcito. L’attesa é lunga, il mio sogno di te non e finito.

(E. Montale)

La musica non si abbina proprio a meraviglia ma è irrinunciabile:

The Firstborn Is Dead

Annunci

Written by oldboy

7 maggio 2009 a 5:54 pm

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: