Se Tollerate Questo

…perché pensare di essere risparmiati?

Articolo 36

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Articolo 36

Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa.

La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge.

Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi.

(Costituzione della Repubblica Italiana, articolo 36)

Cioè, non male vero? Anche se… “proporzionata”, “sufficiente”, “dignitosa”… cosa intendevano gli autori con questi termini?

In realtà quello che vediamo lo vediamo attraverso il filtro del tempo. Il testo richiede un minimo di esegesi, eh! Proviamoci, via. Leggiamo bene e attualizziamo, attualizziamo…:

Il lavoratore verrà retribuito. Con qualcosa. Se proprio è un tipo venale e vuole dei soldi, con qualche centinaio di euro, per poter andare a comprare cibi scadenti e pagarsi quel costosissimo tugurio dove vive (anzi, no, perché non vivere ancora coi genitori? la qualità della vita è migliore!) e assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa. Ma che non ci prendano il vizio: massimo una settimana.

La giornata lavorativa dura quanto deve durare. Il contratto di lavoro il meno possibile. Laddove a tempo indeterminato l’indeterminatezza della durata verrà controbilanciata da una noia sconfinata o altra condizione atta a reprimere i sentimenti più vitali e sani dell’individuo.

Il lavoratore verrà ricompensato, per il lavoro svolto, con giorni di meritato riposo, secondo il giudizio del datore di lavoro. Conformarsi a tale giudizio è un diritto al quale il lavoratore non può sottrarsi.

Con un po’ di bispensiero la pillola va giù che una bellezza, la lettera della Costituzione è sempre salda e la vita scorre via quietamente, lieve come un sussurro.

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Una colonna sonora: Going Out West. La direzione dell’emigrazione?

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Written by oldboy

21 maggio 2009 a 4:38 pm

Una Risposta

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  1. Io direi che quest’analisi la dovresti estendere ad altri articoli e diffondere il più possibile. Non necessariamente da solo.

    Nonostante la rabbia e l’angoscia quotidiana, in fondo in fondo una scintillina di speranza è ancora viva in me: che la coscienza di più e più persone, se coinvolte nella riflessione, possa risvegliarsi (o formarsi)e indurre ad una REAZIONE.

    Damabianca

    21 maggio 2009 at 11:57 pm


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