Se Tollerate Questo

…perché pensare di essere risparmiati?

L’isola delle ignote

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Come si può affrontare il tema?

Ormai è così acremente autosatirica questa vicenda di papi e delle festicciole sarde (ma non solo sarde…) che l’intera storia si prende per il culo da sola. Voglio dire, l’avreste detto, anche solo qualche mese fa, che sarebbe venuto fuori un simpatico casino di questa portata?

Un tale bordello suscita in me un desiderio come di ascesa a livelli narrativi più alti. E visto che da solo non ci riesco chiamo in mio soccorso l’arte, in particolare la pittura, e ancora più in particolare quella simbolista di Arnold Böcklin:

L' isola delle ignote

L' isola delle ignote (magari se ci cliccate sopra ve la vedete in dimensioni orginali e rende di più...)

L’opera rivisitata è ricca di simbolismi, pure troppi…

L’isola delle ignote fa da contraltare all’isola dei famosi.

Ignote sono le più che sono andate e hanno dato. Quel che hanno ricevuto almeno non l’abbiamo pagato noi (i passaggi aerei sì, però). Alcune invece sono purtroppo a nostro carico (nell’opera le potete riconoscere come gli spiriti tutelari che accolgono le desiderosissime sacrificande… Le riconoscete?).

“Ignote” è il prodotto enigmistico della sottrazione delle lettere “M” e “I” da un certo vocabolo.

L’isola ci ha veramente rotto li cojoni, non solo per papi o per la Ventura e DJ Francesco, la Marini e Luxuria e chiunque sia venuto dopo, ma anche per Lost.

La colonizzazione del quadro di Böcklin con una ridda di presenze triviali e per niente poetiche ed evocative richiama lo scempio della Sardegna, ridotta a fottuto parco turistico a tema.

A questo punto il titolo originale dell’opera, “L’isola dei morti”, ha decisamente a che fare con l’idea che tutte queste manifestazioni di supposta vitalità (vecchio satiro, ragazzotte, figa, regalini, gnocca, veline, feste, erezioni da settuagenari e quant’altro) nient’altro sono che uno sfigatissimo, triste, squallido esorcismo di una morte, civile e interiore, che ci attanaglia tutti, volenti o nostro malgrado.

Dove sono un Robespierre o un Saint-Just (e qualche milione di sanculotti consapevoli) quando servono?

—————————-

Va bene, dicono che “L’isola dei morti” piacesse ‘na cifra a Hitler. Beh, gli piacevano anche  i pastori tedeschi, non credo che tutti gli estimatori dei pastori tedeschi siano nazisti, no?…

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4 Risposte

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  1. Hai reso artistico ciò che è rivoltante. Il quadro di partenza lo conoscevo e apprezzo molto. Ci hai saputo costruire sopra con intelligenza, gusto, sensibilità (e sicuramente immane pazienza)lo squallore, rendendolo peò incredibilmente armonioso. Sei il mio blogger preferito, bravo!

    Damabianca

    23 giugno 2009 at 10:50 am

  2. Complimenti per l’immagine! 🙂

    Alla fine viviamo tutti in un Truman Show.
    Berlusconi ha creato un nuovo format di uomo politico e ha rivoluzionato la società italiana con le sue televisioni commerciali, trasmettendo programmi culturali come drive-in…

    Ora viviamo tutti in un reality e in pochi se ne sono accorti.

    Per quanto riguarda Robespierre e Saint-Just, beh purtroppo, a differenza della Francia, non siamo mai stati una paese così rivoluzionario e attaccato ai principi cardine della democrazia.

    Sharon

    23 giugno 2009 at 8:34 pm

    • Grazie mille… sono solo un artigiano del plagio e del fotoritocco a risoluzione non troppo alta.
      Nondimeno mi costa non poche fatiche il taroccamento delle immagini. Ma ormai è diventata una forma di accanimento e di missione, registrare il degrado amplificando la dissonanza patetica tra le parole (il bla bla bla di questi squallidi personaggini) e i fatti, gli altrettanto squallidi fatti, il tutto impastato in allegorie satiriche…

      Non ci sono rivoluzionari di spessore, no, ma siamo pieni di sans-culottes, di gente con le pezze al culo e il cervello pieno di aria viziata…

      Enjoy.

      oldboy

      23 giugno 2009 at 8:46 pm

  3. Se tu avessi infoltito i capelli del premier saresti stato pronto per lavorare a Panorama…

    venividiwc

    23 giugno 2009 at 11:05 pm


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