Se Tollerate Questo

…perché pensare di essere risparmiati?

Archive for luglio 2009

Burocraxia

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Colgo il suggerimento incapsulato nel commento di F. al post precedente e passo sull’altro fronte. Se da un lato c’è la polposa opportunità di sentirsi le splendide registrazioni di Patrizia D’Addario & papi & friends (meglio le trascrizioni per i faint@heart come me), dall’altro il panorama offre le splendide acrobazie del PD e della sua rutilante (rutilante!, non “rutellante”!) burocrazia.

Immagino più un Darth Bersani che un Darth Franceschini... La musica è la stessa, sia chiaro.

Immagino più un Darth Bersani che un Darth Franceschini... La musica è la stessa, sia chiaro.

C’hanno lo Statuto, il Codice Etico, la Carta dei Valori, l’Assemblea ma anche la Direzione Nazionale.

Si lamentano perché non riescono a mettere insieme un milioncino di tesserati. Ma porco di un #@*, ma se per tesserarti devi fare un triplo salto carpiato ritornato raggruppato rovesciato flambé! Per fare un esempio: con la splendida norma che prevede che per tesserarsi ci si debba recare presso il circolo territorialmente competente sul proprio luogo di residenza questi genî (proprio così, con l’accento circonflesso) hanno messo fuori gioco tutti quelli che per lavoro vivono lontano dal proprio luogo di residenza (a meno che non vogliano prendersi delle ferie per andare a ritirare la tessera…). E questi volevano usare la rete… o meglio, dicevano… 2.0… come Obama… inclusione… collaborazione…

La verità delle intenzioni non è tra le pieghe, non c’è da cercarla neppure troppo lontano, fa bella mostra di sé in superficie:

“[…] le primarie per l’elezione del segretario sono una regola assurda, figlia di una concezione che ha portato la società civile a invadere, occupare il partito” (ANSA, Roma 5 luglio)

Il baffo più intelligente della politica italiana

La società civile non deve rompere i coglioni! Deve rimanere dov’è, opporcamiseria! possibile che ancora non ci si sia capiti? Ascoltate il capo, diobonino.

Vado a remixare le tracce audio di Patrizia & papi. Presto in tutti i migliori àrdiscàunt il cofanetto “The D’Addario Sessions Remix”.

P.S. psss! psss! avete visto?

PDA: Che dolore, all’inizio mi hai fatto un dolore pazzesco
SB: Ma dai! Non è vero!
PDA: Ti giuro, un dolore pazzesco all’inizio

Allora papi tiene ‘na minchia tanta! [sì, certo: mai furono tanto profusamente glorificati 8 centimetri…]

Affanculo (Bombe ai neutroni)

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Ci ho pensato. Che faccio? vado o non vado a sentirmi le registrazioni de’ papi della D’Addario?

No… Non sono così forte. Di stomaco. Provo, timidamente, a leggermi le trascrizioni, poi vedrò.

Onestamente, l’atteggiamento che mi verrebbe più naturale sarebbe quello di madame de Tourvel: “Chiudete le tende”. E poi morire.

Ma qui non lo si è preso in quel posto da Valmont, lui stesso, in fondo, punitore di sé medesimo. No, no. Qua è un’orgia di autosodomia di una nazione, ad opera dei suoi elementi più appassionatamente ignoranti & inculanti e delle loro controparti fottute & felici. E questo paese è già stato fottuto e strafottuto all’inverosimile. Quindi, al bando le citazioni letterarie…

National self-sodomy of the mind

National self-sodomy of the mind

Io, per parte mia, vivo sintonizzato su un registro molto meno aulico o tragico. Quindi, finché riesco a fare la spesa senza dover comprare merda camuffata da cibo economico, mi sono fatto del riso basmati con pollo e melanzane appassionatamente preparati in umido in una splendida e spartanissima padella professionale di alluminio. Il tutto servito in tavola con un ottimo rosé di Terlano (Lagrein, Pinot Nero e Merlot). Una volta che ho più energie vi do la ricetta.

Ora filo a letto. Compiti quasi del tutto privi di senso mi attendono domani. E né ricchezze né gloria, ovviamente. Doveva essere qualche altro lo scopo (anche qualcosa meno) ma se così era l’ho dimenticato.

Quello che penso, riguardo alla vicenda  in questione, l’ho già espresso tutto nel titolo. E forse mi sono un po’ autocensurato.

Ci vorrebbero bombe ai neutroni a tappeto. A cominciare da certe zone dove si concentrano i parassiti.

ANCHE PERCHÉ TUTTE QUESTE NOTIZIE ERANO BOMBE. MA IN QUESTO PAESE DI LOBOTOMIZZATI SONO STATE MENO CHE SCOREGGE DI MOSCA.

Bondage

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Ovvero: neologismo anglicizzante che identifica quella deteriore tendenza ad integrare la vuotezza (rigorosamente prestabilita) dell’esercizio dell’incarico istituzionale (specie quello di ministro dei beni/mali cuRturali) con la compulsiva produzione di sgangherati pseudo-haiku privi di qualunque compliance alle buone norne tecniche della metrica e della retorica, tutti sciabordanti di un enfiato servilismo riprodotto e fatto proliferare con insistenza industriale, spinto fin oltre quella soglia oltre la quale la costernazione ci sommerge, al cospetto di una estinzione della ragione, del buon senso, del gusto (di OGNI gusto), della speranza.

Un lungo placido bombardamento a tappeto in slow motion di teneri, soffici gavettoni caricati a materiale escrementizio.

Arrivo -esimo ma mi cimenterei, un po’ malvolentieri, anche io in una breve, dolente e un poco accorata opera di citazione ed esegesi dell’opera del suddetto.

Potrei rifilarvene una quantità indecente ma mi limiterei a questa (apparsa, come le altre, su Vanity Fair – e il titolo della rivista mai fu più calzante):

A Rosa Bossi in Berlusconi
Mani dello spirito.
Anima trasfusa.
Abbraccio d’amore
Madre di Dio.

Mah, non c’è neppure il sospetto giustificatorio del lapsus. “Madre di Dio” è deliberato. Cioè… in che senso “Madre di Dio”?… Lasciamo perdere. Sarebbe fin troppo facile. Non si perde il vizio, da parte dei poeti di corte di alludere alla divinità del princeps. Augusto aveva Virgilio, papi c’ha Bondi. Proporzione perfetta.

Mi dedicherei piuttosto ad alcune considerazioni:

  1. 4 righe di roba accozzata a caso, ellittiche di ogni verbo per farsi “ermetiche”, non fanno “poesia”. Sono parole a casaccio, o peggio, passate di lingua, slap, slap – – – De gustibus? fate voi ma lo schifo e il cattivo gusto sono decisamente soverchianti per il palato di qualunque essere senziente.
  2. Ellittico del verbo, denuncia così un terrore vertiginoso dell’azione, patinante più che descrittivo, incrostante, direi… chiama “Padre” madri e mogli e “Madre” Veltroni (si vedano le altre opere)… Un TSO non ci starebbe male.
  3. Ma prima di uscire fuori e di farsi pubblicare ‘ste cose raccapriccianti un minimo di esercizio di autocritica no? Un po’ di labor limæ, via, dài… su…

A ‘sto punto un gadget per voi rari nantes lettori, una cartolina celebrativa del nostro con annesso tributo poetico da un suo novissimo e fedelissimo epigono. Sì, perché ho scoperto che a confezionare una minchiata di quattro righe ci vuol proprio poco. Farla passare come un sopraffino omaggio di pregiata fattura, poi, è veramente il massimo. Mi adeguo, dunque. Voglia gradire.

Un tentativo di carpire le basi dello stile bondage

Un tentativo di carpire le basi dello stile bondage

A questo punto il furor letterario è tale che la mia mente immagina, dipinge e vagheggia il ritorno dall’oltretomba di Cecco Angiolieri. Che ne penserebbe Cecco del nostro e dei suoi versi? Io dico che scriverebbe qualcosa tipo

“S’i’fosse piede sarei ben giocondo / Ché di calci in culo lo tempestarei.”

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Risorse aggiuntive: raccomando il Bondolizer di gamberorotto.com

bondolize

e le profonde e circostanziate analisi di Popinga.

Questo è veramente tutto. Che l’oblio dell’alcol ci doni un poco di sollievo. Ci troviamo presto di nuovo, per dire ancora qualcosa su questi pezzi di atrocità galleggianti sulla superficie della realtà.

A’ Varte’…

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MACHECCAZZOSTAIADDI’?!?!?!?!?!?!

Uòlter, se proprio non riesci a dire nulla di sinistra, evita di dire qualunque altra cosa. Per pietà. Fatti un drink. Bello pesante...

Uòlter, se proprio non riesci a dire nulla di sinistra, evita di dire qualunque altra cosa. Per pietà. Fatti un drink. Bello pesante...

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“Ma ve lo ricordate Walter?”— il segretario… ve lo ricordate?

4 gatti

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Sì, va bene, è una vita che non ci si sente: a differenza dei blòggher blasonati io c’ho da lavorare e questo scherzetto mi porta via una dozzina di ore al giorno. Poi c’è il resto.

Comunque, fine della lamentazione (il palcoscenico resti pure a quelli che fanno 10 post al giorno – e senza l’ombra di un fotoritocco!).

Ripartire è IMPOSSIBILE.

Quindi devio subito e vi propongo questo: ma vi rendete conto che il TG3 ha “rimosso” il vaticanista che ha detto, a un dipresso, che ormai in piazza Saint Peter ci sono 4 gatti?!? “Rimosso”… manco fosse un’auto in divieto di sosta (a Roma un’auto qualsiasi quindi)

Niente ritocchi stavolta - sono stanco...

Niente ritocchi stavolta - sono stanco...

Precisamo: i gatti sono molto, infinitamente, incommensurabilmente migliori di quei quattro idolatri allucinati seguaci di un culto cannibale che ogni tanto si vedono sulla suddetta piazza.

E, secondariamente, ottima idea rimuovere il vaticanista.

Basta NON SOSTITUIRLO. Con NESSUNO. MAI PIÙ.

B’a’notte.

P.S. da Antonio Di Bella mi aspettavo qualcosa di meglio. Appunto mentale: non aspettarsi mai niente da nessuno [non ho neppure mai creduto a Babbo Natale…]

D’altra parte il piagnisteo per la “deriva anticlericale” del TG3 era venuto in primis da tale Merlo del PD.

Che amarezza…

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Oggi è (era) il 14 luglio. I blòggher si sono tagliati le palle e se le sono messe in bocca da soli con uno sciopero omeopatico: il governo vuole zittirci quindi noi taciamo. Meraviglioso. Tanto siamo sempre i soliti a scrivere e i soliti a leggere. Una banda di rincoglioniti.

Ciò detto mi faccio un dovere di celebrare come si deve la ricorrenza rivoluzionaria, anche se in ritardo. Seguiranno sviluppi.