Se Tollerate Questo

…perché pensare di essere risparmiati?

Archive for the ‘quadri di un’esposizione’ Category

La libertà guida il popolo

leave a comment »

C’ho voglia di scrivere niente. Fate un po’ voi.

Tanto  si è sempre indietro rispetto ad una realtà ormai indescrivibile.

"Maddoveccazzosonotutti?!?...."

Insomma, la libertà guida il popolo, ma non quello delle libertà… Che, del resto, anche quello non si vede mai, tipo quando c’è da tesserarsi,  cacciare fuori dei soldi, andare ad una Sì-B-manifestazione, ecc. ecc.

Dove diamine è il “popolo”? Di  cosa si è strafatto, di quali droghe, psicofarmaci, manie e ossessioni?

Per un confronto riporto l’originale del 1830, a cura di Eugène Delacroix. C’era un po’ più gente… e anche parecchio più incazzata…

Annunci

L’isola delle ignote

with 4 comments

Come si può affrontare il tema?

Ormai è così acremente autosatirica questa vicenda di papi e delle festicciole sarde (ma non solo sarde…) che l’intera storia si prende per il culo da sola. Voglio dire, l’avreste detto, anche solo qualche mese fa, che sarebbe venuto fuori un simpatico casino di questa portata?

Un tale bordello suscita in me un desiderio come di ascesa a livelli narrativi più alti. E visto che da solo non ci riesco chiamo in mio soccorso l’arte, in particolare la pittura, e ancora più in particolare quella simbolista di Arnold Böcklin:

L' isola delle ignote

L' isola delle ignote (magari se ci cliccate sopra ve la vedete in dimensioni orginali e rende di più...)

L’opera rivisitata è ricca di simbolismi, pure troppi…

L’isola delle ignote fa da contraltare all’isola dei famosi.

Ignote sono le più che sono andate e hanno dato. Quel che hanno ricevuto almeno non l’abbiamo pagato noi (i passaggi aerei sì, però). Alcune invece sono purtroppo a nostro carico (nell’opera le potete riconoscere come gli spiriti tutelari che accolgono le desiderosissime sacrificande… Le riconoscete?).

“Ignote” è il prodotto enigmistico della sottrazione delle lettere “M” e “I” da un certo vocabolo.

L’isola ci ha veramente rotto li cojoni, non solo per papi o per la Ventura e DJ Francesco, la Marini e Luxuria e chiunque sia venuto dopo, ma anche per Lost.

La colonizzazione del quadro di Böcklin con una ridda di presenze triviali e per niente poetiche ed evocative richiama lo scempio della Sardegna, ridotta a fottuto parco turistico a tema.

A questo punto il titolo originale dell’opera, “L’isola dei morti”, ha decisamente a che fare con l’idea che tutte queste manifestazioni di supposta vitalità (vecchio satiro, ragazzotte, figa, regalini, gnocca, veline, feste, erezioni da settuagenari e quant’altro) nient’altro sono che uno sfigatissimo, triste, squallido esorcismo di una morte, civile e interiore, che ci attanaglia tutti, volenti o nostro malgrado.

Dove sono un Robespierre o un Saint-Just (e qualche milione di sanculotti consapevoli) quando servono?

—————————-

Va bene, dicono che “L’isola dei morti” piacesse ‘na cifra a Hitler. Beh, gli piacevano anche  i pastori tedeschi, non credo che tutti gli estimatori dei pastori tedeschi siano nazisti, no?…

Anonimo a Venezia

leave a comment »

(senza parole)

da un muro veneziano

da un muro veneziano (©Biaph)

Colonna sonora: poco originale ma la tensione drammatica e patetica dell’Adagio di Albinoni ci sta tutta. Esecuzione diretta da Von Karajan, via.

Written by oldboy

11 maggio 2009 at 12:50 pm