Se Tollerate Questo

…perché pensare di essere risparmiati?

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La libertà guida il popolo

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C’ho voglia di scrivere niente. Fate un po’ voi.

Tanto  si è sempre indietro rispetto ad una realtà ormai indescrivibile.

"Maddoveccazzosonotutti?!?...."

Insomma, la libertà guida il popolo, ma non quello delle libertà… Che, del resto, anche quello non si vede mai, tipo quando c’è da tesserarsi,  cacciare fuori dei soldi, andare ad una Sì-B-manifestazione, ecc. ecc.

Dove diamine è il “popolo”? Di  cosa si è strafatto, di quali droghe, psicofarmaci, manie e ossessioni?

Per un confronto riporto l’originale del 1830, a cura di Eugène Delacroix. C’era un po’ più gente… e anche parecchio più incazzata…

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Che momento del cazzo…

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Ovvero: buone vacanze, teste di cazzo. E con un ritorno al ritocco tarocco mica da ridere (v. sotto e più oltre…).

Senza entrare nel merito di quali siano e di come siano fatte queste vacanze (gite giornaliere a Tor Vaianica? osceno villaggio turistico a capitale mafioso? club all-inclusive in qualche paese del terzo mondo? vacanza a scrocco dai parenti? affitto di due stanze con 8 amici? cazzeggiamenti in Costa Smeralda sognando il Billionaire? Rimini…?) io direi che andiamo comunque alla grande come nazione. Anche se siete incastrati sine die nel vostro 0,85 vani affogato in un hinterland di merda o sa Louise Veronica Ciccone dove e siete prigionieri dell’ennesimo tempo determinato o pulite servizi igienici avendo un contratto a progetto. O siete più o meno vagamente terremotati (e pieni di pretese).

L’overbooking è una pratica ben degna di questi tempi e dello spirito da cui sono animati: più culi che posti a sedere, ma TUTTI paganti, poi vedremo. Chi primo arriva primo macina. Esilarante. Se non ti ci trovi nel mezzo.

E se non hai già pagato un sacchettino di miliardi per tenere su la “compagnia di bandiera”… (pssst!!! Ma della bad company ne parla più nessuno?… ah, no, c’è da organizzare il cazzo di congresso… una specie di gara a chi ce l’ha più lungo, o piscia più lontano, per essere più precisi).

D’altro canto non c’è solo l’overbooking, siamo anche strafatti, bolliti, abusati, violati a ripetizione. Non c’è pace neppure nello squallore a cui ci si è abituati: il peggio avanza, un morso alla volta, rosicchia via quel poco di decenza che potrebbe essere rimasta (ma non ne sono troppo sicuro che ce ne sia ancora).

Per aria, per mare, per terra... Fondamentalmente affanculo.
Per aria, per mare, per terra… Fondamentalmente affanculo.

Ma io dico, che razza di gusto ci sarà ad essere squallidi e inconsistenti capitani di un’imbarcazione senza più timone né forma né vele o motore (ma con una sontuosa e accogliente cabina armatoriale nella quale certe signorine – più o meno stagionate – aspettano nel lettone di Vladimir. Putin, non Luxuria)?

Datemi dei cattivi, d’accordo, ma datemeli con un intelletto. E qualche grammo di stile.

Questi fanno pena. Sono grotteschi.

Comunque andrà tutto bene. Si fa affidamento sulle nuove generazioni, sulla scuola, sulla cultura, sulla letteratura!!! Addirittura!!! E pensa un po’, dicono che leggere nutra la mente

"Cazzo leggo a fare? Sono gnocca e minorenne, ho una risorsa fresca da sfruttare senza dover leggere questi testi fondamentali (tra cui potete notare L'Alfabeto degli Animali, utilissimo per comunicare con settuagenari infoiati con problemi di erezione che credono di starsi prendendo la tua verginità anale...)"
“Cazzo leggo a fare? Sono gnocca e minorenne, sono la mia fresca risorsa da sfruttare, senza dover leggere questi ponderosi testi fondamentali (tra i quali potete notare L’Alfabeto degli Animali, che potrebbe però risultare utilissimo per comunicare con settuagenari infoiati con problemi di erezione che credono di star prendendosi la tua verginità anale…)”

Siete una banda di sfigati. Vi siete bruciati la vita leggendo I fratelli Karamazov. Che teste di minchia. E voi ragazze, badate di non fare più simili errori…

Leggere deve aver letto tanto anche quel giornalista che, in un servizietto andato in onda domenica scorsa nel tiggìùno delle 13:30, servizietto dedicato alla classica ripassatina di lingua sul culo de’papi, ha sostenuto che l’intervento economico e finanziario destinato al Sud da questo meraviglioso governo è

“ispirato a Roosevelt e al New Deal, una sorta di Piano Marshall”

eccetera, eccetera.

Allora.

Roosevelt era Roosevelt e il New Deal è una roba del 1933. Il piano Marshall prende il nome dal segretario di Stato George Marshall e fu lanciato nel 1947. Quattordici anni sono una scoreggia per quel cazzaro. Ah, e FDR era MORTO da oltre 2 anni…

Ma cosa cazzo glielo dico a fare?

Questi sono degli incapaci. Degli stupidi bastardi che pensano che noi siamo più coglioni e ignoranti di loro. Gente con 300 metri quadri a Prati pagati col canone che ci hanno estorto e con mogli che di nascosto prendono uccelli a metri, annegando in un ennui ottuso ed enorme come un quartiere costruito da Caltagirone.

Per la maggior parte dei casi temo abbiano ragione. Sulla stupidità del pubblico, intendo.

Il vostro cervello giace spappolato sul divano, in salotto, davanti alla TV, o forse sulla poltrona della parrucchiera, o al bar sport, se non ve ne siete accorti… siete quasi morti.

Andate via.

Tutto è perduto.

Affanculo (Bombe ai neutroni)

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Ci ho pensato. Che faccio? vado o non vado a sentirmi le registrazioni de’ papi della D’Addario?

No… Non sono così forte. Di stomaco. Provo, timidamente, a leggermi le trascrizioni, poi vedrò.

Onestamente, l’atteggiamento che mi verrebbe più naturale sarebbe quello di madame de Tourvel: “Chiudete le tende”. E poi morire.

Ma qui non lo si è preso in quel posto da Valmont, lui stesso, in fondo, punitore di sé medesimo. No, no. Qua è un’orgia di autosodomia di una nazione, ad opera dei suoi elementi più appassionatamente ignoranti & inculanti e delle loro controparti fottute & felici. E questo paese è già stato fottuto e strafottuto all’inverosimile. Quindi, al bando le citazioni letterarie…

National self-sodomy of the mind

National self-sodomy of the mind

Io, per parte mia, vivo sintonizzato su un registro molto meno aulico o tragico. Quindi, finché riesco a fare la spesa senza dover comprare merda camuffata da cibo economico, mi sono fatto del riso basmati con pollo e melanzane appassionatamente preparati in umido in una splendida e spartanissima padella professionale di alluminio. Il tutto servito in tavola con un ottimo rosé di Terlano (Lagrein, Pinot Nero e Merlot). Una volta che ho più energie vi do la ricetta.

Ora filo a letto. Compiti quasi del tutto privi di senso mi attendono domani. E né ricchezze né gloria, ovviamente. Doveva essere qualche altro lo scopo (anche qualcosa meno) ma se così era l’ho dimenticato.

Quello che penso, riguardo alla vicenda  in questione, l’ho già espresso tutto nel titolo. E forse mi sono un po’ autocensurato.

Ci vorrebbero bombe ai neutroni a tappeto. A cominciare da certe zone dove si concentrano i parassiti.

ANCHE PERCHÉ TUTTE QUESTE NOTIZIE ERANO BOMBE. MA IN QUESTO PAESE DI LOBOTOMIZZATI SONO STATE MENO CHE SCOREGGE DI MOSCA.

L’isola delle ignote

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Come si può affrontare il tema?

Ormai è così acremente autosatirica questa vicenda di papi e delle festicciole sarde (ma non solo sarde…) che l’intera storia si prende per il culo da sola. Voglio dire, l’avreste detto, anche solo qualche mese fa, che sarebbe venuto fuori un simpatico casino di questa portata?

Un tale bordello suscita in me un desiderio come di ascesa a livelli narrativi più alti. E visto che da solo non ci riesco chiamo in mio soccorso l’arte, in particolare la pittura, e ancora più in particolare quella simbolista di Arnold Böcklin:

L' isola delle ignote

L' isola delle ignote (magari se ci cliccate sopra ve la vedete in dimensioni orginali e rende di più...)

L’opera rivisitata è ricca di simbolismi, pure troppi…

L’isola delle ignote fa da contraltare all’isola dei famosi.

Ignote sono le più che sono andate e hanno dato. Quel che hanno ricevuto almeno non l’abbiamo pagato noi (i passaggi aerei sì, però). Alcune invece sono purtroppo a nostro carico (nell’opera le potete riconoscere come gli spiriti tutelari che accolgono le desiderosissime sacrificande… Le riconoscete?).

“Ignote” è il prodotto enigmistico della sottrazione delle lettere “M” e “I” da un certo vocabolo.

L’isola ci ha veramente rotto li cojoni, non solo per papi o per la Ventura e DJ Francesco, la Marini e Luxuria e chiunque sia venuto dopo, ma anche per Lost.

La colonizzazione del quadro di Böcklin con una ridda di presenze triviali e per niente poetiche ed evocative richiama lo scempio della Sardegna, ridotta a fottuto parco turistico a tema.

A questo punto il titolo originale dell’opera, “L’isola dei morti”, ha decisamente a che fare con l’idea che tutte queste manifestazioni di supposta vitalità (vecchio satiro, ragazzotte, figa, regalini, gnocca, veline, feste, erezioni da settuagenari e quant’altro) nient’altro sono che uno sfigatissimo, triste, squallido esorcismo di una morte, civile e interiore, che ci attanaglia tutti, volenti o nostro malgrado.

Dove sono un Robespierre o un Saint-Just (e qualche milione di sanculotti consapevoli) quando servono?

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Va bene, dicono che “L’isola dei morti” piacesse ‘na cifra a Hitler. Beh, gli piacevano anche  i pastori tedeschi, non credo che tutti gli estimatori dei pastori tedeschi siano nazisti, no?…

Rinverdire i fasti del made in Italy

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Beh, dapprima ho accolto con snobistico e sommo sprezzo la notizia.

Mi son trovato d’accordo  con il pressoché totale coro tragico della Rete. Ma oggi, sul far del primo dopopranzo, ho visto tutto in una luce diversa.

Ho visto il successo sempiterno del made in Italy.

Ho visto l’appassionata ed entusiastica partecipazione degli amici de’ papi… (e che amici!…)

Diobono! Avete visto in che condizione di forma è il Ghedda?

Diobonino! Avete visto in che condizione di forma è il Ghedda?

Veramente, usque tandem?…

Ora anche questa orgia di brambillate, bordate di lens flare di fòtosciòp, questa vera e propria puttanata del presidente marketer e designer

“magic Italy”, sembra il nome di un sexy shop di periferia

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Nota storica: anche l’Italia dei tempi coloniali era decisamente “magic“…

[update: in altre inquadrature si vede questa foto]

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Written by oldboy

10 giugno 2009 at 2:07 pm

La resistenza non c’è stata

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La resistenza è inutile. Sarete assimilati.”

Erano i borg di Star Trek, per chi non se li ricordasse…

Il nostro papiborg dice, invece:

Avete capito che la resistenza sarebbe stata inutile. Siete stati assimilati. È da mo’ che siete stati assimilati…

papiborg

Come potevate resistere ad un trentennio di tette+culi+voyeurismi & smaialate varie? [qua dovrei linkare i vari Drive-in e trasmissioni del cazzo di tre decenni, ma non ne ho voglia. Tanto le avete viste tutti…]

Come potevate resistere all’occupazione della res publica da parte di uomini brutti, sformati e sfigati che, bene o male, devono sempre pagare per fare del sesso con una almeno passabile? [Era una prospettiva arrapante, eh? sembrava anche a voi di potercela fare…]

Come potevate resistere all’oscuramento della ragione che vi è stato richiesto di osservare? [Vabbe’, non è difficile per voi rispettare l’ipse dixit, avete sempre bisogno di gente che vi liberi da ogni responsabilità]

Certo è che vi siete fatti assimilare proprio bene… Non bastano le minorenni, ragazzotte e signore chiappe & tette all’aria e la difesa dei valori della famiglia, i voli delle mignotte e dei leccaculo (ci vogliono 10 aerei e qualche elicottero per farli girare tutti), le leggi ad papim, i “lodi”, le condanne, le prescrizioni, gli amici (mafiosi), gli amici (mafiosi) degli amici (mafiosi), la cagnara sulla pelle di chi stava morendo e tutta la panoplia di stronzate a danno della collettività, della ragione e del buon gusto. Che v’o dico a’ffa’?…

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Naturalmente non mi aspettavo niente di diverso.

Tra i numeri dello scorso weekend uno che conta: i papisti sono sui 10,8M di voti su un totale di circa 50M di aventi diritto, cioé una specie di 21%, ovvero 1 e spiccioli su 5. Quel che fa girare le palle è che mi sembrano un po’ pochi per continuare a garantire l’uso degli orifizi corporei di tutta la popolazione al caro leader… Una vera e propria dittatura della minoranza.

[Vabbe’, un’analisi politica poco professionale (per fortuna, visti certi “professionisti” che abbiamo)… Il ritocco non è malaccio, però, dai…]

Analisi di ottima fattura sono reperibili qui.
the_end_s

Written by oldboy

9 giugno 2009 at 6:54 pm

The Thing (“La cosa”)

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José Saramago su ElPaìs.com scrive di papi. [disponibile in italiano grazie a italiadallestero.info]

Dice che non sa più come chiamarlo. Questo mi ricorda il famoso striscione rivolto contro la sua squadra dall’interista disperato di alcuni anni fa (“non so più come insultarvi”) ma è solo un’assonanza. Il tentativo di Saramago non è animato dall’intento di lanciare degli epiteti verso questo simpatico primo ministro, no.

È piuttosto una resa incondizionata nella sfida di trovare un termine per definirlo. Così, l’editoriale di Saramago inizia, si svolge e si conclude nella arresa definizione di papi come una cosa. C’era anche un film, degli anni ’80, ricordate?

"La cosa" (John Carpenter - 1982)

"La cosa" (John Carpenter - 1982)

Nell’ameno film di cui sopra c’è un orrido alienazzo che prende le sembianze delle persone con le quali viene in contatto per meglio potersi dedicare al vivi-spolpamento indiscriminato di tutti gli umani che gli capitano a tiro.

Forse che anche da noi  la nostra cosa ha la capacità di diventare, o anche solo di essere, come quelli dai quali vuole farsi votare [per spolpare un po’ tutti]?

La lettura di Saramago mette tristezza, ecco. Abbiamo dovuto ricorrere all’offshoring anche per i basilari compiti di critica che le migliori penne/tastiere (e menti, si spera) di un paese dovrebbero svolgere… Da noi non si trova più nessuno disposto a scrivere a tono una ventina di righe così.

Forse perché nessuno le pubblicherebbe? O per qualche altro motivo? Intanto allegramente stiamo andiamo in malora, direttamente e senza passare dal via…

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Suggerimenti per l’uso: se lo spagnolo risultasse faticoso da decifrare con una traduzione maccheronica fai-da-te c’è Google Translate che è in grado di restituire un testo in italianoide, delirante e semicomprensibile. Per un livello di indecenza minore è possibile metterlo in competizione nella traduzione in inglese con il vecchio Babelfish (vedi anche qui), attualmente di proprietà di Yahoo. Possiamo farcela.

the_end_s

Written by oldboy

7 giugno 2009 at 9:50 pm