Se Tollerate Questo

…perché pensare di essere risparmiati?

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La libertà guida il popolo

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C’ho voglia di scrivere niente. Fate un po’ voi.

Tanto  si è sempre indietro rispetto ad una realtà ormai indescrivibile.

"Maddoveccazzosonotutti?!?...."

Insomma, la libertà guida il popolo, ma non quello delle libertà… Che, del resto, anche quello non si vede mai, tipo quando c’è da tesserarsi,  cacciare fuori dei soldi, andare ad una Sì-B-manifestazione, ecc. ecc.

Dove diamine è il “popolo”? Di  cosa si è strafatto, di quali droghe, psicofarmaci, manie e ossessioni?

Per un confronto riporto l’originale del 1830, a cura di Eugène Delacroix. C’era un po’ più gente… e anche parecchio più incazzata…

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“Il gas esilarante presidiava le strade”

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Fabrizio De André

La Domenica delle Salme

[…] la descrizione lucida e appassionata del silenzioso, doloroso e patetico colpo di Stato avvenuto intorno a noi senza che ci accorgessimo di nulla, della vittoria silenziosa e definitiva della stupidità e della mancanza di morale sopra ogni altra cosa. Della sconfitta della ragione e della speranza […]

Ci sono tutti gli elementi per capire, ma tutto è raccontato, non ci sono sintesi o giudizi […]  Nessuno punta il dito, tutto si spiega da sé.

(Mauro Pagani in AA.VV., Il sentiero delle parole, Deandreide. Milano, BUR, 2006)

 

Written by oldboy

28 maggio 2009 at 2:32 pm

>>> against all odds <<< 2/2

with one comment

«Tre cose desidero vedere innanzi alla mia morte, ma dubito, ancora che io vivessi molto, non ne vedere alcuna; uno vivere di republica bene ordinato nella città nostra, Italia liberata da tutti e Barbari, e liberato il mondo dalla tirannide di questi scellerati preti » Francesco Guicciardini (1483-1540)

Ce la possiamo ancora fare, eh! Un attimo, soltanto. Siamo sulla strada giusta, France’! Mòri tranquillo ché sistemamo tutto ner frattempo.

hammer


Written by oldboy

9 maggio 2009 at 4:41 am

Pubblicato su servitù

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Noticia de un secuestro

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Each of us believes himself to live directly within the world that surrounds him, to sense its objects and events precisely, and to live in real and current time. I assert that these are perceptual illusions … Each of us lives within the universe – the prison of his own brain.
Vernon Mountcastle, The View from Within, «Johns Hopkins Med. Journal» 136, p. 109

Mi sa che questo ci porta a finire dalle parti di Wittgenstein, anche se di solito l’abbiamo metabolizzato facendo i furbi, cioè partendo dal fondo, ovvero fregandocene delle asserzioni 1-6 e fermandoci alla 7: «Wovon man nicht sprechen kann, darüber muss man schweigen». Maremma come suona bene. [e quanto viene disattesa]

In una società così manichea (lo è perché fatta di menti manichee) come la nostra penso che non mancherebbero (se qualcuno mi leggesse) i partigiani di Popper pronti ad individuare un nemico.

Calma, siamo amici.

Inoltre a questo punto mi vengono in mente 3 considerazioni:

  1. perdersi su un proprio post dopo 10 righe è un segnale certo di profondo deragliamento mentale
  2. un buon libro rimedia tutto, dà risposte o pone buone domande. Nel frattempo intrattiene con simpatia:
    D. Edmonds, J. Eidinow, Wittgenstein’s Poker: The Story of a Ten-Minute Argument Between Two Great Philosophers
  3. quando parlo di “Wittgenstein” che non vi venga in mente il blog di quello di cui si parla qui (GRAZIE).

Qualcuno di noi è un po’ più prigioniero di sé di qualcun altro. In ogni caso il sequestro è permanente.

La vostra cella è abbastanza spaziosa? Avete qualcosa di buono da leggere? Quali sono le vostre tossicodipendenze? Riuscite ad avere il vostro doping?

[Mi sto ancora scaldando. Non ho ancora iniziato a trattare di certe intollerabilità. Non so se me ne passerà la voglia o l’ambizione. Procedo a tentoni.]

——————————————

La poesia per stasera:

Il sogno del prigioniero

Albe e notti qui variano per pochi segni.

Il zigzag degli storni sui battifredi
nei giorni di battaglia, mie sole ali,
un filo d’aria polare,
l’occhio del capoguardia dello spioncino,
crac di noci schiacciate, un oleoso
sfrigolio dalle cave, girarrosti
veri o supposti – ma la paglia é oro,
la lanterna vinosa é focolare
se dormendo mi credo ai tuoi piedi.

La purga dura da sempre, senza un perché.
Dicono che chi abiura e sottoscrive
puo salvarsi da questo sterminio d’oche;
che chi obiurga se stesso, ma tradisce
e vende carne d’altri, afferra il mestolo
anzi che terminare nel patè
destinato agl’iddii pestilenziali.

Tardo di mente, piagato
dal pungente giaciglio mi sono fuso
col volo della tarma che la mia suola
sfarina sull’impiantito,
c
oi kimoni cangianti delle luci scironate all’aurora dai torrioni,
ho annusato nel vento il bruciaticcio
deibuccellati dai forni,
mi son guardato attorno, ho suscitato
iridi su orizzonti di ragnateli
e petali sui tralicci delle inferriate,
mi sono alzato, sono ricaduto
nel fondo dove è secolo il minuto –

e i colpi si ripetono ed i passi,
e ancora ignoro se saro al festino
farcitore o farcito. L’attesa é lunga, il mio sogno di te non e finito.

(E. Montale)

La musica non si abbina proprio a meraviglia ma è irrinunciabile:

The Firstborn Is Dead

Written by oldboy

7 maggio 2009 at 5:54 pm